Il giusto sistema di 

TRATTAMENTO ACQUA

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Ing. Marco Pillonca
Responsabile Tecnico

I sali disciolti nell’acqua  possono danneggiare molte apparecchiature, per questo e’ necessario un adeguato sistema di trattamento.

Le reti idriche pubbliche veicolano agli utilizzatori finali acqua potabile, cioè acqua che non deve contenere agenti patogeni pericolosi per l’uomo, che deve avere un colore ed un odore accettabili per il consumatore e senza variazioni anomale, che deve avere un valore di radioattività inferiore ad una soglia di sicurezza e che deve contenere disciolti o sospesi, in un intervallo compreso tra un valore minimo ed uno massimo, elementi e sali.

Questi fattori sono essenziali per il metabolismo umano e la loro presenza nell’acqua è auspicabile, ma alcuni di essi si rivelano potenzialmente dannosi quando si utilizza l’acqua potabile per far funzionare alcune apparecchiature. In particolare ci riferiamo al Calcio, la cui concentrazione consigliata è di 100mg/lt. e per il quale non è definito un limite di concentrazione massimo, ed al Magnesio, la cui concentrazione consigliata è di 30mg/lt. e non può superare i 50mg/lt. L’acqua di Roma fornita dall’ACEA ha valori medi di concentrazione nelle acque di 98,30mg/lt. per il Calcio e di 19,40mg/l per il Magnesio, valori che fanno classificare l’acqua di Roma come “dura”.

Il Calcio ed il Magnesio sono presenti in forma di ioni idrogenati che, all’aumentare della temperatura, tendono sempre più a combinarsi tra loro ed a formare dei precipitati solidi. E’ lo stesso processo che produce stalattiti e stalagmiti nelle grotte, accelerato dalla maggiore temperatura che abbiamo nelle apparecchiature. A temperature superiori ad 80°C praticamente tutto il contenuto di Calcio e Magnesio precipita formando carbonati e tende a solidificarsi con i carbonati già presenti. Il quantitativo di carbonati che possono formarsi con il riscaldamento di 1000 lt. di acqua dell’ACEA è pari a circa 320 gr. Ovviamente una parte considerevole di essi viene trascinata dallo scorrimento dell’acqua prima che possano fissarsi in modo definitivo, ma è facile capire quale possa essere l’impatto in macchine che scaldano o scambiano centinaia di litri di acqua al giorno.  

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Il deposito progressivo di calcio e magnesio nei boiler, presenti nelle lavastoviglie e lavabicchieri, nei forni, negli scaldaacqua ecc., produce immediatamente una riduzione dell’efficienza di riscaldamento: in altre parole aumenta il consumo energetico e di conseguenza la bolletta. Con il tempo questa situazione si aggrava sempre più, e dopo un certo livello, possono insorgere guasti: i termostati non rilevano più correttamente le temperature, il calcio si sostituisce allo spazio destinato all’acqua e la quantità di acqua effettivamente disponibile si riduce. Si giunge fino alla rottura delle resistenze, che non scambiano più calore in modo corretto, o alla rottura dello stesso boiler, con notevole danno economico. Nei fabbricatori di ghiaccio, nelle macchine del caffè e negli scambiatori i depositi vanno a ridurre le sezioni dei passaggi dell’acqua, che almeno in alcuni punti strategici sono particolarmente ridotti, compromettendo il funzionamento stesso dell’apparecchiatura. 

Come si risolve questo problema?

Occorre bloccare i sali di Calcio e di Magnesio prima che entrino nelle macchine. Per fare questo esiste una ampia gamma di prodotti, che utilizzano svariate tecniche di trattamento (nanofiltrazione, trattamenti magnetici, trattamenti chimico-fisici) e che producono risultati finali differenti in termini sia di contenuti residui di sali ed elementi nell’acqua, sia di carica batterica. E’ possibile eliminare completamente tutti i sali contenuti nell’acqua, o solo quelli di Calcio e Magnesio, oppure sostituire tali sali con altri meno dannosi per le apparecchiature, e alcuni di questi trattamenti rendono l’acqua non più adatta al consumo umano.Fondamentale diventa quindi scegliere qual è il sistema di trattamento più adatto in termini di igienicità e di risultato, e soprattutto quello che comporta i costi di esercizio più bassi a parità di risultato finale. Non utilizzare un adeguato trattamento d’acqua comporta certamente dei costi di manutenzione straordinaria delle apparecchiature, ma utilizzare un trattamento d’acqua “sbagliato” comporta un ulteriore costo fisso di gestione. Tutti i sistemi di trattamento acqua, infatti, hanno una durata limitata nel tempo, scaduta la quale occorre provvedere al ripristino, che può avvenire tramite rigenerazione effettuata sul posto con sali, oppure tramite sostituzione di resine o cartucce filtranti, oppure tramite pulizie e manutenzioni periodiche, o con la sostituzione completa dell’apparecchiatura. Per questo effettuiamo uno studio completo del ciclo di vita del sistema di trattamento con costi e durata nel tempo per la corretta pianificazione di gestione. Illustriamo brevemente i principali sistemi di trattamento acqua. 

Addolcitori

Sono i sistemi più semplici e quelli maggiormente utilizzati. L‘acqua dura entra nella cartuccia, attraversa lo scambiatore di ioni che lega gli ioni di calcio e magnesio dell’acqua ed emette gli ioni di natrio. In pratica avviene uno scambio tra calcio e natrio. La rigenerazione dello scambiatore avviene tramite sodio (sale da cucina). L’addolcitore preserva il funzionamento delle apparecchiature perché l’acqua addolcita non lascia residui sulle resistenze o sugli scambiatori, tuttavia, essendo il contenuto salino dell’acqua invariato, i residui sono evidenti soprattutto su bicchieri e posate. Particolare attenzione deve essere fatta nel caso di apparecchiature con funzionamento a freddo come i fabbricatori di ghiaccio. Infatti nelle resine  può crearsi una carica batterica che deve essere eliminata con un sistema di disinfezione.

Demineralizzatori

I Demineralizzatori funzionano tramite il principio dello scambio ionico dei sali di calcio e magnesio dell’acqua con acido carbonico eliminando completamente tutti i sali (demineralizzatore totale) o solo il calcio (demineralizzatore parziale o decarbonatatore). L’acqua demineralizzata preserva l’integrità delle apparecchiature e non lascia tracce su bicchieri e posate. Per la semplicità di gestione, vengono anche utilizzati per macchine per caffè o forni a vapore.

Osmotizzatori

Il sistema ad osmosi inversa filtra l’acqua che viene fatta passare da una pompa ad alta pressione attraverso una membrana sottilissima eliminando la quasi totalità dei sali. Il sistema osmotico è un vero e proprio filtro meccanico con nano filtraggio. Viene maggiormente impiegato quando si vuole un risultato di lavaggio eccellente, soprattutto su stoviglie decorate, bicchieri e posate e con grandi quantità di acqua filtrata.

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E’ fondamentale scegliere qual è il sistema più adatto per igienicità e risultato ma con i costi più bassi.

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